Depressione post-partum: cos’è e come affrontarla

depressione post-partum

Se proviamo a pensarci, è possibile rendersi conto che a livello di immaginario sociale esistano prevalentemente due scenari sulla maternità, opposti ed estremizzati: da una parte la mamma perfetta, efficiente, felice, appagata dal suo nuovo ruolo, organizzata, sintonizzata sul suo bambino, mai stanca, mai esteticamente provata. Dall’altra le esperienze estreme e tragiche in cui la patologia ha il suo esito peggiore, ad esempio quando una mamma arriva a fare del male al proprio bambino.

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Il dolore sulla pelle: i gesti autolesivi in adolescenza

gesti autolesivi in adolescenza

… oggi mentre cercavo di studiare e non ci riuscivo, dalla rabbia mi sono tagliata entrambe le braccia… guardavo il sangue fluire e mi sono sentita meglio. Sono stata lì sdraiata in bagno per un po’, poi ho asciugato tutto con la carta igienica, ho coperto i tagli con le maniche lunghe della felpa e sono tornata a studiare”

“Successe per caso, ero in lite con i miei, appena lasciata dal mio ragazzo e mi sentivo così arrabbiata con la vita e con Dio che per nervosismo scaraventai un bicchiere a terra, ne raccolsi i cocci e facendolo mi tagliai. Era una sensazione magnifica. Così raccolsi un pezzo di vetro e iniziai a incidermi sulle braccia, sulle gambe […]”

“Sono un autolesionista da anni e nulla è cambiato da quando svitavo il temperino e ne estraevo la lametta. Si sono evoluti i metodi, ma il mio fine è sempre lo stesso. […] perchè lo faccio non lo so nemmeno io. La sola mia certezza è che è l’unico modo per non sentire quel peso insopportabile che mi opprime la testa in certe situazioni”

Queste sono tre citazioni tratte da alcuni forum sull’autolesionismo che si possono trovare in rete.

Ascoltare una ragazza o un ragazzo raccontare i propri gesti e comportamenti autolesivi è un’esperienza forte, che può impressionare e che certamente non lascia mai indifferenti. Leggi tutto “Il dolore sulla pelle: i gesti autolesivi in adolescenza”

Stare in coppia: che lavoro difficile!

“…E vissero tutti felici e contenti”, così si concludevano le favole che si ascoltavano da bambini, un finale rassicurante e pieno di speranze. Ma è davvero così?

Dopo patimenti d’amore e magari qualche cocente delusione, finalmente si trova la persona “giusta” con cui iniziare la propria vita di coppia, condividendo un progetto comune. E sulla base delle favole ascoltate da bambini, la storia sembra finire lì, nell’idea o nella speranza che tutto andrà per il meglio, sempre.

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